Ventitre01 intervista Annalisa Malaguti

 

    Ventitre01 interviews Annalisa Malaguti

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Prima di rispondere alle domande che abbiamo preparato, e che ci hanno permesso nel corso degli anni di presentare e far conoscere gli artisti in catalogo, provi a presentarci brevemente il suo lavoro, le motivazioni, i temi ricorrenti che lo animano e lo determinano.

Nasco come artigiana, non come artista. Subito dopo gli studi ho intrapreso una attività artigianale di decorazioni parietali e complementi di arredo che ho curato fino al 2010. Ho cominciato a dipingere frequentando l'Istituto d'Arte di Forlì. I miei soggetti erano ancora il frutto delle influenze di insegnanti e artisti cui mi ispiravo per la bellezza delle forme e per le capacità tecniche. Verso gli ultimi anni dell’ Accademia di Belle Arti invece si è delineato il mio profilo artistico, il mio "IO". Dipingere per me è sempre stato un piacere e sto cercando di trasmettere attraverso i miei quadri la serenità. Lo faccio invitando lo spettatore a vedere attraverso gli occhi del mondo animale. I miei non sono gli animali carini, i gattini o i coniglietti, ma i "rifiutati" quelli che a volte generano nel fruitore anche un vago moto di ribrezzo: rane, lucertole, topi, insetti, ultimamente i pesci. Mi piace dipingerne le forme, i colori. E soprattutto amo inserirli in contesti improbabili, in situazioni tra il reale e l'immaginario in cui chi guarda si trova a sorridere. Perché io voglio divertire nelle mie opere: la vita è spesso dura, a volte pesante, difficile da gestire. E siamo noi esseri umani ad aver creato questa pesantezza. Il mondo animale invece agisce, decide o mangia per istinto. Di fronte alle mie opere vorrei che si cogliesse il lato ironico e mi piacerebbe che la fantasia di chiunque guardi potesse inventare una storia personale, ogni volta differente, allontanando per qualche attimo la frustrazione dei problemi quotidiani. Fin dagli esordi mi è sempre stato chiesto cosa significa questo o quel quadro, qual è il senso che volevo imprimere sul supporto. Ho sempre risposto che il significato si trova in ciò che ognuno di noi vede in quell'opera. e non sarà mai sbagliato perché è una libera interpretazione delle emozioni o dei pensieri che suscita.

Come è possibile descrivere il panorama artistico attuale? La pluralità di forme e la commistione di linguaggi rappresentano un aspetto da valorizzare o un elemento disturbante nella definizione della propria identità artistica?

Il panorama artistico di oggi è vastissimo e ricchissimo di spunti. I nuovi mezzi sono video, fotografia digitale, software, tecnologie di ieri già vecchie oggi. Mi sono spesso chiesta che cosa avrebbero potuto creare Leonardo da Vinci o Michelangelo con questi mezzi. Secondo me non è né un male, né un bene, semplicemente è inevitabile che accada che i nuovi linguaggi si mescolino e interagiscano. Certamente è molto sottile la linea che divide l'arte da tutto il resto. Difficilissimo definire cosa sia esattamente "tutto il resto" e cosa "arte". Non credo però che questa pluralità di mezzi possa essere considerata un elemento disturbante: ogni artista sceglie il mezzo con cui meglio riesce ad esprimere un pensiero o un’ idea. Con la tecnologia di oggi avremmo avuto una Gioconda o una Cappella Sistina differenti, sicuramente. Ma avremmo avuto capolavori ugualmente grandi.

Il progetto, l’idea, vengono prima dell’opera o si sviluppano intorno ad essa?

Nel mio caso, nasce un’ idea che diventa una bozza veloce, a matita, (di solito indecifrabile) e poi un ragionamento. Infine comincia la realizzazione, quando ritengo che l'idea sia buona. E a volte abbandono la partita senza finire perché l’idea iniziale non mi soddisfa più e ne cerco una differente!! Non mi sarebbe mai possibile sviluppare l'opera nel momento stesso in cui ne ho il primo pensiero!

Qual è la sua visione del mercato dell’arte? Considera importante conoscerne le dinamiche?

Non credo di conoscere il mercato dell'arte. Ho passato circa una decina di anni al di fuori del mondo artistico, non dipingevo più, di conseguenza niente mostre o concorsi o gallerie fino ad un anno fa. Ho ricominciato per mio piacere personale, senza realmente credere di dovermi porre il problema della vendita o del mercato creato dalle opere d'arte, men che meno le mie!!! Penso però che sia una vera giungla, nella quale potersi fidare sia un lusso per pochi. Purtroppo. È importantissimo conoscere e capire come funziona il mezzo che collega l'artista al proprio pubblico.

Qual è il suo rapporto con il pubblico?

Mi stupisce sempre moltissimo ascoltare i commenti sulle mie opere, sia da parte di chi mi conosce, sia da parte degli sconosciuti. Il pubblico coglie cose che io stessa non avevo visto ma che scopro effettivamente reali! Fa sempre moltissimo piacere capire di essere riuscita a stimolare attraverso una delle mie opere un pensiero, una riflessione totalmente spontanea di chi osserva, sia che si tratti di un commento positivo, sia di un commento negativo: è uno scambio importantissimo per chiunque decida di uscire dal proprio laboratorio per mettersi a nudo davanti al mondo.

Fra le opere selezionate quale considera più riuscita?

Tra le tre opere selezionate amo in maniera particolare "Sushi Fast", senza dubbio. Penso che sia in assoluto la mia opera migliore. Sto cercando di superarla, ma ancora non riesco. Ha dentro tutta l'ironia che volevo imprimere, con sottigliezza e capacità tecnica. È nata già circa dieci anni fa, in una versione di 15 barattoli. Poi ha subito qualche danno nel tempo e ne ho creata una seconda versione di 10 barattoli nel 2014. Vuole esprimere la semplicità e la "normalità" con la quale il genere umano percepisce e accetta situazioni a volte assurde, ma che vengono paradossalmente registrate appunto come "normali". Se vedessimo sullo scaffale del supermercato il Sushi Fast, il preparato per un sushi fresco (con il pesce ancora vivo quindi) sarebbe così strano per il nostro mondo?

Quali tecniche ritiene di maggior interesse?

Sono un’ artista della tradizione, mi piace ancora sporcarmi le mani e in particolar modo la tecnica ad olio è quella che mi permette di ottenere i risultati che cerco, più di molte altre; anche se mi piace mescolare tecniche e ultimamente materiali.

Quali artisti contemporanei apprezza e/o considera vicini alla propria ispirazione?

Gli artisti che ho sempre amato moltissimo sono Klimt, Escher, Dalì e Magritte. Klimt per i colori, la capacità di unire decoratività ai suoi pezzi (io nasco come artigiana decoratrice dopotutto). Escher, per la sua ironia, queste situazioni impossibili raccontate con la naturalezza della realtà. Salvador Dalì, geniale, con la sua capacità di prendere in giro la percezione umana. Magritte: il surrealismo e il sogno, realtà e fantasia che coesistono.

Before replying to the questions we prepared to let the people know better the Artists we promote, we ask you to present briefly your work, the reasons that determine it, the recurring themes and subjects.

I started as an artisan, not as an artist. Immediately after my studies I began to create handcrafts furnishing and wall decorations until 2010. Before starting my work, however, I learnt painting while I was attending to the Art Institute of Forlì. My subjects at the time were still the result of the influences of teachers and artists I took inspiration from, for the beauty of the shapes or the technical abilities. During the last years at the Academy of Fine Arts I defined my real profile, my “artistic self”. Painting for me has always been a pleasure and I'm trying to translate serenity through my artworks. And I do that by inviting the viewer to see through the eyes of the animal world. Not the cute little animals, such as kittens or bunnies. No, my animals are the "rejected" ones, that sometimes generate in the viewer a vague feeling of disgust: frogs, lizards, mice, insects, lately fishes. I like painting their shapes and colors. And especially I love to include them in strange contexts, a kind of situations between the real and the imaginary that make the viewer smile. I want to insert fun in my work: life is often hard, sometimes heavy, often difficult to manage with. And we created this heaviness by ourselves. Animals act, decide or eat only by instinct. I wish that people feel the ironic side of my work, and I like when the imagination of anyone can create a story, each time different and unique, moving away for a moment from the frustration of everyday problems. From the beginning I've always been asked what does this or that picture represents, what is the meaning I wanted to impress upon the surface. I have always replied that the meaning lies in what we see, and it will never be wrong because it is a free interpretation of the thoughts or emotions the artworks evoke.

How it is possible to describe contemporary art’s horizon nowadays? Multiplicity of forms and a melting of languages can be seen as a valuable aspect or a confusing element throughout the definition process of the author’s artistic identity?

Today's art scene is so large and rich of ideas. The new media are video, digital photography, software, technologies that become old in a day. I have often wondered what Leonardo da Vinci or Michelangelo would be able to create using these tools. I think it is neither bad or good, it is just inevitable that the new languages melt and interact. Certainly the line that divides art from all the other forms of expression is very thin. Difficult to define what exactly "everything else" and what "art" are. Besides, I don’t think that this plurality is a disturbing element: each artist chooses the media that suit better the thought or the idea to express. Today's hi tech tools would have provide us a different Mona Lisa or Sistine Chapel, definitely. But we would have had them incredible, anyway.

The project, the idea, come before the artwork or within it, as it is taking shape?

To me, the idea comes first. Then the idea becomes a quick pencil sketch (usually indecipherable), and then a reasoning. Finally the making begins, when I feel that the idea is good. And sometimes I left the game before ending it because I don’t like what is taking shape and I want to try a different idea!! It wouldn’t be possible to develop the work at the same time of the first thought, ever!

What is your perspective on the art market? Do you think it is important to know precisely how it works?

I don’t think I know the art market. I spent about a decade outside the art world, without painting or exhibiting until a year ago. I started anew for my own pleasure, without really believing that I was going to face problems linked to the sale or the market created by the artworks, my artworks at least !!! But I think it's a real jungle, where trusting each other is a luxury for a few people. Unfortunately. It is important to know and understand how does it works connecting the artist with the audience.

What is your relation with the potential public? How do you feel about the eye of the observer?

It is always amazing. I love listening to the comments the audience give about my artworks, the ones by people who already know me and the ones of the strangers. The audience sees things that often I couldn’t catch, and that are always real! I really like the sensation of creating thoughts through my artworks, a totally spontaneous reflection in the observer, whether it is a positive comment or a negative one. This is the great deal for everyone chooses to leave the laboratory to get naked before the world.

What is your favorite artwork among the selected ones?

Among the three selected artworks "Sushi Fast" is the one I particularly love, no doubt. I think it's by far my best artwork. I'm trying to overcome it, but I still can’t go higher, or deeper. It has inside all the irony that I wanted to express by subtlety and my technical ability. It was born about ten years ago, in a version of 15 jars. Then it suffered some damage and I've created a second version of 10 jars in 2014. It wants to express the simplicity and the "normality" that mankind uses to accept sometimes absurd situations paradoxically recorded just as "normal." If we see on a supermarket’s shelf a Sushi Fast, a preparation for a fresh sushi (with living fishes) it would be so strange for our world?

What kind of techniques are you most interested in?

I am a traditional artist, I still like to get my hands dirty and I prefer especially the oil painting technique, because it is the one that allows me to get the results you I would like to reach, more than the others media. Besides, I recently experiment mixing techniques and materials.

Who are the contemporary artists you consider the closest to your inspiration? Who are the ones you appreciate most?

The artists that I have always loved are Klimt, Escher, Dalì and Magritte. Klimt for the colors, the ability to combine decorativeness and painting in his pieces (I was born as a decorator after all). Escher for his irony, those impossible situations told by the naturalness of reality. Salvador Dalì, a genius, with his ability to make fun of any human perception. Magritte: surrealism and dream, where reality and fantasy coexist.

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