Ventitre01 intervista Marina Calandra

 

  Ventitre01 interviews Marina Calandra

 

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Prima di rispondere alle domande che abbiamo preparato, e che ci hanno permesso nel corso degli anni di presentare e far conoscere gli artisti in catalogo, provi a presentarci brevemente il suo lavoro, le motivazioni, i temi ricorrenti che lo animano e lo determinano.  

«Ciò che cogliamo, osservando le cose, è solo una parte delle cose. Ciò che sgorga nel nostro spirito, quando si pone di fronte alle cose, ne è l'altra parte. Le cose che parlano a noi dal fuori e le cose che parlano dentro di noi sono le medesime. Soltanto quando congiungiamo il linguaggio del mondo esterno con la nostra interiorità, abbiamo la piena Realtà». - R. Steiner -

Nessun’altra citazione potrebbe descrivere meglio le motivazioni e l’obiettivo ultimo per cui dipingo. È quello che avviene quando lavoro: una parte è controllo e una parte scaturisce nel percorso. È come un racconto basato su un progetto che però prende forma passo dopo passo e si sviluppa da se stesso. Un racconto che al posto delle parole usa le forme, i colori, le armonie e le disarmonie. Nel quadro, ogni spazio a sè stante è una frase, un capitolo che può parlare anche autonomamente.

Come è possibile descrivere il panorama artistico attuale? La pluralità di forme e la commistione di linguaggi rappresentano un aspetto da valorizzare o un elemento disturbante nella definizione della propria identità artistica? 

A mio avviso è in corso un forte cambiamento dovuto, per lo più, ai nuovi mezzi di comunicazione (soprattutto web e social network) che possono rivoluzionare, come di fatto è già avvenuto in altri settori, il modo di relazionarsi e condividere le informazioni. Questo è un momento di forti dubbi, di poche sicurezze, sostanzialmente di crisi ma anche di cambiamento, a cui si accompagna l’opportunità di modificare anche la modalità di fruire dell’arte. L’approccio corretto è, a mio avviso, quello di arrivare a un pubblico sempre più numeroso. Facendo circolare l’arte, questa prende spazio ed esce anche da confini predeterminati. Questo sta già avvenendo. Per quanto riguarda la pluralità di forme, direi che è scontato il concetto che l’arte si nutra d’immaginazione, rielabori le sensazioni visive senza doversi basare su regole pregresse, senza confini legati ad una finta rappresentazione dello scontato, del percepito o, per meglio dire, di quello che ci si aspetta o che si è abituati a percepire.È essenziale la sperimentazione, lo spingersi oltre, perché l’arte è assoluta libertà. Senza questo non c’è evoluzione. Commistione è aggiungere e, già per questo, è un arricchimento che può portare solo a una maggiore consapevolezza del divenire e a una ricerca verso il nuovo che, se è veramente arte, ne rafforza l’identità. 

Il progetto, l’idea, vengono prima dell’opera o si sviluppano intorno ad essa? 

Ogni esperienza che facciamo, ogni cosa che vediamo ci rimane dentro, anche se nel momento stesso in cui la viviamo, non sappiamo quando e quanto di questo si trasforma e rimane dentro di noi codificandosi in una sensazione, un colore, una forma, un suono, un odore. È tutto dentro e, trasformato, ritorna e noi lo riconosciamo. Diventa un altro linguaggio cui attingiamo. Un linguaggio diverso, ma forse più profondo, che usa le sensazioni, i colori, le forme, i suoni e gli odori, che cerca di trasmettere su un altro livello di percezione, più immediato, senza i filtri delle parole. Tu lo senti, forse lo riconosci, ma comunque ti parla, quindi diventa difficile stabilirne il confine: non c’è un “prima” o un “mentre” quando dipingo. Alle volte mi capita di pensare al quadro che sto sviluppando e altre volte, mentre dipingo, il lavoro si sviluppa e procede quasi da solo, ma è un unico percorso, forse perché questo dialogo non mi abbandona mai.

Qual è la sua visione del mercato dell’arte? Considera importante conoscerne le dinamiche? 

Può essere importante per un artista conoscerne i meccanismi, ma non determinante. Non sempre, e per una moltitudine di fattori, mercato dell’arte e arte percorrono la stessa strada.

Qual è il suo rapporto con il pubblico?

Se una delle funzioni dell’arte è comunicare, direi che è essenziale. Di fatto sostengo che l’arte debba poter essere fruibile da tutti e quindi il coinvolgimento del pubblico è basilare. Da sempre ho lavorato per inserire l’elemento artistico nel quotidiano in ogni sua forma: attraverso il supporto di lampade, tessuti ed elementi di arredo. È stata ed è un’esperienza meravigliosa vedere l’opera o parte di essa rinnovarsi in un altro elemento, perpetuando il processo artistico.

Fra le opere selezionate quale considera più riuscita? 

“Città di notte”, forse perché tra quelle presentate, rappresenta maggiormente il mio modo di lavorare racchiudendo all’interno diversi elementi.

Quali tecniche ritiene di maggior interesse? 

Proprio perché l’arte è soprattutto comunicazione, dobbiamo avere la libertà di attingere a tecniche diverse ed è per questo che prediligo la tecnica mista nel senso più libero del termine.Decontestualizzare un oggetto, un materiale ed inserirlo nell’opera stravolge completamente la funzione primaria (o scontata alla nostra percezione) di quell’oggetto o di quel materiale per dargli una vita nuova in un processo artistico che prima non c’era. Entra a far parte di un altro contesto e si integra con questo e diventa altro.

Quali artisti contemporanei apprezza e/o considera vicini alla propria ispirazione? 

Sono diversi gli artisti contemporanei (e non) che apprezzo e tutti estremamente distanti tra loro nell’esposizione espressiva: da Keith Haring a Mirò, da Basquiat a Kandinsky a Emilio Vedova, per citarne alcuni. L’ispirazione, però, per me è qualcosa di diverso.Ti ispira una forma, una sensazione, un’idea, un’immagine. Sicuramente può accadere con il lavoro di un altro artista, ma finisce lì.

Before replying to the questions we prepared to let the people know better the Artists we promote, we ask you to present briefly your work, the reasons that determine it, the recurring themes and subjects. 

"What we perceive, looking at the things, it's just a part of the things. What comes from our spirit, when it stands in front of the things, is the other part of it. Things that speak to us from the outside and things that speak inside us are the same. Only when we connect the language of the outside world with our inner life, we have the whole Reality. " - R. Steiner –

Nothing better than this Steiner’s quote can describe my motivations and my ultimate goal in painting. This is what happens when I work: one part is pure control and the other flows while I am following the path. It's like a story based on a project that at the same time takes shape step by step and develops by itself. A story that uses shapes, colors, harmonies and dissonances instead of words. In the artworks each portion of space is a phrase in itself, a chapter that can also speak for itself, independently.

How it is possible to describe contemporary art’s horizon nowadays? Multiplicity of forms and a melting of languages can be seen as a valuable aspect or a confusing element throughout the definition process of the author’s artistic identity?

I think there is an ongoing, effective, change that I caused mostly by the new media (especially web and social networks) that can revolutionize, as they already had done in other areas, the way we relate to each other and share information.This is an age that give us strong doubts and a few certainties, a time of crisis and chances, that brings the opportunity to change also our way of enjoying Art. The right approach is, in my opinion, reaching an increasingly large audience. Art, circulating, takes space and goes beyond pre-determined boundaries. This is already happening. For what is concerning the plurality of forms, I consider obvious that Art feeds itself by imagination, re-elaborates visual sensations on different basis, with no boundaries linked to a fake representation of what we are expected to feel and perceive. Experimenting, going further, is essential, because Art is absolute freedom. Without this, there is no evolution. Melting is adding, a constant enrichment that brings a greater awareness of becoming, researching the new that, if it is really Art, can only strength its identity.

The project, the idea, come before the artwork or within it, as it is taking shape?

Every experience we have, everything we see, stay inside us, even if the very moment we live in doesn’t give us the awareness of when and how this becomes a feeling, a color, a shape, a sound, a smell. It is all in and, transformed, it comes back and we recognize it. It becomes another, familiar, language. Something, maybe deeper, that involves sensations, colors, shapes, sounds and smells, conveying us to another level of perception, more immediate, with no word filters. You feel it, maybe you recognize it, but still it speaks to you, so it becomes difficult determining the edge: there is no “before” and “after” when I paint.Sometimes I think about the painting I am working at, other times, while I am painting, the work develops and goes on almost by itself. But it is always one path, perhaps because this continuous dialogue never leaves me.

What is your perspective on that art market? Do you think it is important to know precisely how it works?

I think it is very important for an artist, but not decisive. The art market and the Art itself don’t go always along the same path, for many reasons. 

What is your relation with the potential public? How do you feel about the eye of the observer?

If one of the functions of Art is to communicate, I would say that it is a primary aspect.I assert that Art should be enjoyed by everyone. So the involvement of the public is essential. I have always been working for including the artistic element in our lives, in all its forms, like the object of daily life: lamps, fabrics and furniture. It is, and it has always been, a wonderful experience. Seeing your work or a part of it renew itself in another element is like making the artistic process never stop.

What is your favorite artwork among the selected ones?

"Città di notte", maybe because is the one that represents to the highest level the way I work, holding so many different features and elements inside the painting.

What kind of techniques are you most interested in?

Art is a form of communication, so we have to use the freedom to explore different techniques. This is why I prefer mixed media in the wider sense of the expression. Decontextualizing an object and including it in the artwork change completely the primary use of it, or the meaning our perception is used to juxtapose to that object, and give it a new life through an artistic process that was not there before. It becomes a part of a different context and starts to be something else.

Who are the contemporary artists you consider the closest to your inspiration? Who are the ones you appreciate most? 

There are several artists that I appreciate, all of them extremely far from one another for their styles and kind of expression: Keith Haring and Mirò, Basquiat and Kandinsky, Emilio Vedova, just for mentioning a few of them. Besides, to me the inspiration is something different.I can feel inspired by a shape, a feeling, an idea, a picture, certainly by the work of another artist, but it ends there.

 

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