Ventitre01 intervista Veronica Merlo

 

 

 Ventitre01 interviews Veronica Merlo

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L’immaginario contemporaneo, sovraesposto e affollato di stratificazioni, si cristallizza e ritrova la sua primitiva magia in armonia con la natura e l’inconscio nei lavori di Veronica Merlo, artista selezionata per il catalogo 2016.

Provi a presentarci brevemente il suo lavoro, le motivazioni, i temi ricorrenti che lo animano e lo determinano.

Il mio lavoro nasce dall’inconscio, da quelle immagini che crescono nella mente per lungo tempo ed infine affiorano come idee: non riuscendo ad esprimerle a parole, ho cominciato a far sì che diventassero colori e forme. Ho sempre trovato interessanti le immagini ancestrali che scaturiscono dall’uomo, come i primi segni tribali, le maschere, i simboli: tutto ciò che ci accomuna esprime la nostra vicinanza con la natura, con i nostri istinti, il nostro lato inconscio. Troppo spesso ci dimentichiamo dei nostri legami con il mondo naturale e per questo disegno i nostri ‘mostri’, i nostri lati nascosti.

Come è possibile descrivere il panorama artistico attuale? La pluralità di forme e la commistione di linguaggi rappresentano un aspetto da valorizzare o un elemento disturbante nella definizione della propria identità artistica?

La nostra è sicuramente un’epoca caratterizzata da un “surplus” di immagini passate e presenti, al quale si aggiungono moltissimi strumenti per crearne di nuove. Se da un lato è spesso difficile trovare un confronto equo perché le tecniche sono infinite, dall’altro questo garantisce a tutti la possibilità di esprimersi nelle più varie sfumature. Ciò che per me conta alla fine è il modo in cui l’artista mescola tecnica e contenuto per raccontarsi, per dare valore alle proprie idee.

Il progetto, l’idea, vengono prima dell’opera o si sviluppano intorno ad essa?

Nel mio caso idea e opera si creano a vicenda: spesso le misure del supporto richiamano immagini a cui non avrei pensato altrimenti, altre volte i soggetti cambiano man mano, in base al momento.

Qual è la sua visione del mercato dell’arte? Considera importante conoscerne le dinamiche?

Non sono mai stata troppo interessata all’aspetto commerciale dell’arte, ma trovo sia giusto conoscerne tutti gli aspetti. Se si vuole rendere l’arte il proprio lavoro ci sono molte cose da valutare e per le quali essere preparati.

Qual è il suo rapporto con il pubblico?

Il pubblico è importantissimo: adoro quando mi vengono fatte domande sulle mie opere, mi incuriosisce sapere cosa può esprimere un mio quadro agli occhi degli altri. Molto spesso mi vengono nominate somiglianze con opere che prima non conoscevo. Da queste conversazioni capisco quanto siano diverse le nostre menti e i nostri pensieri, che siano impressioni positive o negative per me è sempre un arricchimento.

Fra le opere selezionate quale considera più riuscita?

Fra le quattro opere selezionate trovo più riuscita “Psichedelia”, è un lavoro sviluppato in poco tempo e in modo deciso, senza troppi preamboli: ho lasciato che le immagini e i colori arrivassero spontaneamente, senza bisogno di uno schema.

Quali tecniche ritiene di maggior interesse?

Fra le tecniche che uso adoro soprattutto gli inchiostri che, volendo, non permettono mai il totale controllo del risultato, e l’incisione, che crea la preziosità della stampa manuale. Al primo posto metto però i colori ad olio: le espressioni che permettono di creare sono infinite, è una tecnica che in un istante può sfumare dalla dolcezza nell’inquietudine più profonda.

Quali artisti contemporanei apprezza e/o considera vicini alla propria ispirazione?

Dell’arte contemporanea ammiro le sculture subacquee di Jason deCaires Taylor e quelle dedicate agli aborigeni di William Ricketts, entrambe immerse nella natura a creare atmosfere surreali, e Banksy, che fa riflettere in modo diretto sulla realtà che viviamo. Più vicini alla mia ispirazione sono invece Leonor Fini, che ho riscoperto da poco, Alfred Kubin, il fotografo surrealista Rodney Smith, e i pittori surrealisti in generale.

Before replying to the questions we prepared to let the people know better the Artists we promote, we ask you to present briefly your work, the reasons that determine it, the recurring themes and subjects.

My work comes from the unconscious, from the images that grow in our mind for a long time and finally emerge as ideas. Unable to express them by words, I began to translate them in colors and shapes. I have always found interesting the ancestral images that come from the minds of a human being, like the first tribal marks, the masks, the symbols: everything that unites us expresses our closeness with Nature, with our instincts, our unconscious thoughts. We forget too often our connections with the natural world and that is why I draw our 'monsters', our hidden sides.

How it is possible to describe contemporary art’s horizon nowadays? Multiplicity of forms and a melting of languages can be seen as a valuable aspect or a confusing element throughout the definition process of the author’s artistic identity?

Our age is definitely characterized by a 'surplus' of past and present images, and a plenty of tools to create new ones. Even if it is difficult, most of the times, finding a fair comparison between the various techniques, as infinite as they are, on the other hand this situation guarantees to everyone the opportunity to express ourselves in a multitude of different shades. What really counts for me eventually is the way the artist uses for mixing skills and content to talk about himself or herself, to give value to the ideas.

The project, the idea, come before the artwork or within it, as it is taking shape?

In my art the idea and the artwork create each other. The size of the canvas or the sheet of paper often evokes images I couldn’t think before considering it. Other times the subjects I choose change from time to time, according to the moment.

What is your perspective on the art market? Do you think it is important to know precisely how it works?

I've never been very interested in the trading side of Art, but I think it is right to know all the aspects. If someone wants to live of Art there are many things to consider and to be prepared to.

What is your relation with the potential public? How do you feel about the eye of the observer?

The public is very important to me: I love listening to the questions that arise about my works, I am curious to know what my paintings can express when they are watched by someone else. People found very often similarities with artworks I didn’t know before. From these conversations I understand how different are our minds and thoughts, and every opinion, whether positive or negative, is always an enrichment for me.

What is your favorite artwork among the selected ones?

I find "Psychedelia" the most successful painting among the four selected artworks. I developed the project quickly and decisively, without any preamble: I let the images and the colors come spontaneously, avoiding the need for a composition plan.

What kind of techniques are you most interested in?

I love inks above all, because their use, if you desire it, never allows the total control on the result of your working, and the incision, that creates the preciousness of the hand printing. Besides, oil painting always comes first: the expressions that can be created are infinite, it is a technique that can turn in a moment the complete sweetness in the deepest disquiet.

Who are the contemporary artists you consider the closest to your inspiration? Who are the ones you appreciate most?

I admire contemporary underwater sculptures by Jason deCaires Taylor and the works dedicated to the Aborigines by William Ricketts. These artworks become part of the Nature, creating surreal atmospheres. I appreciate very much Banksy, because he makes us think directly about the reality we live in. I also consider closer to my inspiration Leonor Fini, that I rediscovered recently, Alfred Kubin, the surrealist photographer Rodney Smith, and the surrealist painters in general.

 

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