Ventitre01 intervista Massimo Rubbi

 

  Ventitre01 interviews Massimo Rubbi

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Per il terzo appuntamento della stagione con i protagonisti della Selezione 2016 proponiamo un incontro con Massimo Rubbi. Tra musica e pittura, equilibrio e composizione, le forme si librano come battute musicali, liberando immagini nascoste nel tema principale, restituendo il ritmo originario a composizioni simili a partiture di segni e cromatismi, bilanciati e sorprendenti.

Prima di rispondere alle domande che abbiamo preparato, e che ci hanno aiutato nel corso degli anni a far conoscere gli artisti in catalogo, provi a presentarci brevemente il suo lavoro, le motivazioni, i temi ricorrenti che lo animano e lo determinano.

Credo che il mio lavoro, come accade per tutti coloro che fanno arte, musicisti, pittori, scultori e così via, nasca dal bisogno di comunicare qualcosa che attraverso il linguaggio quotidiano non sarebbe sempre possibile trasmettere. Nel mio caso, essendo in origine un musicista, dopo un lungo periodo della mia attività musicale ho sentito svilupparsi dentro il bisogno di esprimere la mia sensibilità, le mie percezioni emotive attraverso il segno e il colore. Così, in modo assolutamente spontaneo, ho cominciato a tracciare sulla tela segni e figure. Non esiste un tema che più di altri mi attrae, forse la figura femminile che stilizzata e nascosta si presenta spesso nei miei lavori, ma credo che proprio il movimento, il segno quasi musicale, sia l’elemento peculiare dei miei quadri.

Come è possibile descrivere il panorama artistico attuale? La pluralità di forme e la commistione di linguaggi rappresentano un aspetto da valorizzare o un elemento disturbante nella definizione della propria identità artistica?

Descrivere il panorama artistico attuale mi risulta ancora un po’ difficile perché, nonostante non sia più un ragazzino, pittoricamente potrei definirmi ancora un adolescente. Considerando quel che ho potuto comprendere finora la mia opinione si basa necessariamente su una visione del mondo artistico senza limiti e confini, come credo sia giusto, uno scenario nel quale ognuno può cercare di esprimersi liberamente, assorbendo infiniti input dal mondo circostante, attingendo e mescolando passato e contemporaneo e cercando poi, anche grazie agli addetti ai lavori, di valorizzare e favorire la crescita artistica senza però, come spesso succede, mettere l’aspetto economico al primo posto.

Il progetto, l’idea, vengono prima dell’opera o si sviluppano intorno ad essa?

Molte volte prima nasce l’idea, poi viene la progettazione, e infine si arriva a sviluppare l’opera. A volte succede però che quasi improvvisando io cominci a dipingere la tela senza conoscere o avere una meta precisa.

Qual è il suo rapporto con il pubblico?

Il mio rapporto con il pubblico credo sia abbastanza spontaneo e positivo. Sicuramente nelle occasioni da me avute si è instaurato un piacevole dialogo, simpatico e amichevole.

Fra le opere selezionate quale considera più riuscita?

Forse “Il Bacio” è il quadro che tra le opere presentate ha riscosso più interesse, ma personalmente “Gli Amanti” è il lavoro che più mi emoziona nel tempo.

Quali tecniche ritiene di maggior interesse?

Tutte le tecniche sono certamente importanti ma fino ad ora nel mio lavoro utilizzo l’olio e qualche volta l’acrilico.

Quali artisti contemporanei apprezza e/o considera vicini alla propria ispirazione?

Sono moltissimi i pittori contemporanei per cui nutro apprezzamento ed interesse, troppi per farne un elenco. Sicuramente però cercando tra questi gli artisti verso i quali sono stato inizialmente debitore in termini di segno non posso che citare Keith Haring e Carla Accardi.

Before replying to the questions we prepared to let the people know better the Artists we promote, we ask you to present briefly your work, the reasons that determine it, the recurring themes and subjects.

I believe that my work, as it happens for all the people that make art, as musicians, painters, sculptors, etc., comes from the need to communicate something impossible to express using the everyday language. Being originally a musician, I felt the need to express my feelings growing inside of me after a long period of musical activity and I began to express my emotional perceptions through the sign and the color. So, quite naturally, I started to create marks and figures on the canvas. There’s not a subject that attracts me or recurs more than others, except maybe the stylized, hidden female figure that often appears in my work, but I find it is precisely the movement, almost in the musical sense, to be the peculiar element in my paintings.

How it is possible to describe contemporary art’s horizon nowadays? Multiplicity of forms and a melting of languages can be seen as a valuable aspect or a confusing element throughout the definition process of the author’s artistic identity?

Describing the current art scene is still a bit difficult for me because, although I am no longer a child for sure, I can still call myself a teenager if I think about Art. Considering what I have been able to understand until now my opinion is necessarily based on a vision of the art world without limits and boundaries, as I believe it is right to think about it, a scenario that everyone can live trying to express everything freely, absorbing an infinite input from the outside, drawing and mixing the past and the contemporary and, even thanks to the experts of the market, enhancing and promoting the artistic growth without, as it often happens, put the economic aspect for first.

The project, the idea, come before the artwork or within it, as it is taking shape?

Most of the times is the idea that comes first, followed by the design and then by the making of the artwork. But sometimes I begin to paint directly on the canvas without knowing or having a precise destination in mind, almost improvising.

What is your relation with the potential public? How do you feel about the eye of the observer?

I think my relation with the audience has always been pretty spontaneous and positive. Surely each occasion for connecting with the public became a pleasant chance for a friendly dialogue.

What is your favorite artwork among the selected ones?

Maybe “Il Bacio” is the most appreciated painting among the selected ones, but “Gli Amanti” is the artwork that still moves me as time goes on.

What kind of techniques are you most interested in?

All the media and techniques are important. Until now I use mainly oil painting and, sometimes, acrylics.

Who are the contemporary artists you consider the closest to your inspiration? Who are the ones you appreciate most?

I appreciate so many contemporary painters that it is impossible to make a list. Besides, I surely owed much to Keith Haring and Carla Accardi especially for what concerned the sign itself in my first approach to the art making.

 

 

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